I ragazzi di via Buonarroti 29

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mercoledì 8 maggio 2013

Patria Indipendente N.4 Aprile 2013 Nuova Serie. 1944: nel cuore di Roma Teresa Gullace uccisa dai nazisti, di Massimo Sestili

Teresa Gullace nel 1944

Le braccia verso il marito e le arrivò addosso la morte

di Massimo Sestili



A pochi passi da San Pietro, superata Porta Cavalleggeri, oltre via delle Fornaci e la stazione San Pietro, c’è Vicolo del Vicario. Qui, accanto alla zona abitata dai fornaciari, chiamata non a caso Valle dell’Inferno, sorgeva uno dei tanti baraccamenti di Roma che ospitava i più miserabili tra i poveri. Erano perlopiù meridionali che si erano trasferiti nella capitale in cerca di lavoro nell’edilizia. Lavoravano a giornata come manovali; manodopera non specializzata costretta a continui spostamenti e licenziamenti. Il poco salario non era sufficiente a sfamare la famiglia, figurarsi comperare una casa, così vivevano in baracche di fortuna di una sola stanza, ma davano il loro contributo di sudore per costruire i palazzi dei quartieri ricchi. Il regime fascista per una parte di questa umanità dimenticata aveva costruito delle borgate con case provvisorie, come San Basilio o Gordiani, con lo scopo di allontanarli dal centro della città: la Roma imperiale non poteva tollerare tanta miseria. Tuttavia, molti baraccamenti come quello a Vicolo del Vicario nel 1944 ancora esistevano, malgrado la propaganda di regime tentasse di nasconderli.

Massimo Sestili con Umberto Gullace, figlio di Teresa
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