I ragazzi di via Buonarroti 29

I ragazzi di via Buonarroti 29

mercoledì 30 gennaio 2013

Vagabondaggi (2). A Trieste alla ricerca di Paolo Petrucci per scrivere il nuovo libro "I ragazzi di via Buonarroti". La libreria di Umberto Saba a Trieste; i figli di Bruno Sanguinetti incontrati... quasi per caso; di Massimo Sestili.

Massimo Sestili con il proprietario della libreria che fu di Umberto Saba a Trieste- Estate 2011.

Vagabondaggi (2)
di Massimo Sestili

Trieste-Targa ricordo di Umberto Saba posta sopra la libreria all'angolo del palazzo.

Trieste-Libreria di Umberto Saba

Trieste-Libreria di Umberto Saba
A volte capita, così per caso, che in una calda giornata estiva, durante un vagabondaggio a Trieste, mentre sei nella libreria di Umberto Saba a sfogliare libri e a fare quattro chiacchiere con il libraio... capita che la porta della libreria si apra ed un signore elegante proveniente da Praga entri e dica ad un altro avventore, sono Gianfranco Sanguinetti. Sul momento rimani bloccato dallo stupore, poi la porta si apre di nuovo ed entra anche Paola Sanguinetti, che conoscevo già perché l'avevo intervistata a Roma su suo padre Bruno, e allora saluti, strette di mano, presentazioni, e ci si ritrova seduti al bar con i tre fratelli Sanguinetti a bere un caffè nel pieno centro di Trieste.
I figli di Bruno Sanguinetti. Sullo sfondo la libreria Saba.
Gianfranco Sanguinetti mi dice: "Guarda che questa è una foto storica. E' difficile trovare i fratelli Sanguinetti tutti insieme".
A sinistra Paola Sanguinetti; al centro Lucetta Sanguinetti, a destra Gianfranco Sanguinetti
Paola e Lucetta sono nate dal primo matrimonio di Bruno Sanguinetti con Maria Sanna, sorella di Aldo Sanna, uno dei fondatori del gruppo dei giovani comunisti romani negli anni '30: Aldo Sanna, incredibile, è uno dei personaggi principali del nuovo libro che sto scrivendo "I ragazzi di via Buonarroti". 
Gianfranco Sanguinetti è nato dal secondo matrimonio di Bruno con Teresa Mattei, sorella di Gianfranco Mattei, l'artificiere dei GAP romani catturato in via Giulia insieme a Giorgio Labò e suicidatosi nel carcere di via Tasso il 4 febbraio 1944 per timore di non riuscire a resistere alle torture e di poter svelare il nome di qualche compagno di lotta.

I fratelli Sanguinetti si erano riuniti quel giorno a Trieste per l'inaugurazione della mostra pittorica di Vittorio Bolaffi che aveva ritratto anche Bruno Sanguinetti. Così la sera mi ritrovai tra tante persone al rinfresco e alla inaugurazione della mostra.
A volte capita, basta uscire di casa, vagabondare per le città. Anche questi incontri mi fanno amare il lavoro dello storico... dello storico che va incontro all'uomo.

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