I ragazzi di via Buonarroti 29

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sabato 5 maggio 2012

Giuseppe Traina, La politica contro Dreyfus. Recensione al libro di Massimo Sestili, L'errore giudiziario. L'affaire Dreyfus, Zola e la stampa italiana. Stilos 13-7-2004.



La politica contro Dreyfus
di Giuseppe Traina

Oggigiorno può sembrare strano, ma è ancora possibile criticare l’errore giudiziario anche “da sinistra”, cioè senza trasformare un caso singolo nella dimostrazione della perversità di una casta contrapposta al potere politico, quella dei magistrati, come sono soliti fare politici, giornalisti e scrittori di vario genere che si riconoscono nelle schiere della destra italiana. E’ quello che appunto riesce a fare Massimo Sestili in questo libro, che doverosamente riconduce il più clamoroso errore giudiziario della storia, quello di cui fu vittima il capitano Alfred Dreyfus, ad un contesto ben preciso di condizionamenti culturali nel segno dell’antisemitismo, alimentati artatamente proprio dal potere politico.


Giuseppe Traina

L’autore, romano di nascita ma umbro di adozione ( in Umbria insegna italiano nei licei), dichiara molto onestamente di non avere nuove scoperte da aggiungere in merito al celebre affaire di fine Ottocento. Ma il lettore scoprirà che questo volume, al di là delle apparenze, non è solo un libro “di servizio”, perché Sestili vi ha fatto quagliare assai efficacemente un’antica passione per l’engagement degli intellettuali: da Manzoni a Sartre a Sciascia. E’ dunque su tale antichissimo ed attualissimo problema che il libro si impernia.
Ma uno degli aspetti più interessanti di esso, al di là della ricostruzione storica del caso giudiziario, condotta con piacevolissimo piglio narrativo, è la ricca parte documentaria, che annovera una nuova traduzione del J’accuse di Zola, un profilo di Bernard Lazare e alcuni testi di e su quest’ultimo, un’ampia scelta di articoli pubblicati sui giornali italiani del tempo che seguirono gli sviluppi giudiziari e polemici del caso Dreyfus, una ricca cronologia dei fatti e un’attenta bibliografia. Il volume è completato da una partecipe e ricca postfazione di Giuseppe Panella, che pedina le numerose narrazioni generate in Francia dall’affaire Dreyfus e dal tema dell’errore giudiziario: dal Crainquebille di Anatole France al Caso Redureau di Gide, da Jean Giono fino a Jakob Wassermann e a Sciascia.
Il libro è compatto, nulla concede alle mode e fa emergere tanta passione civile: è evidentemente costruito con pazienza lungo anni e anni di studio e dimostra una conoscenza di prima mano dei testi e la fedeltà a un progetto di ricerca complessivo, che sarà completato da altri due volumi dedicati a Bernard Lazare. Il ruolo giocato nella difesa di Dreyfus da quest’intellettuale filosionista, sempre rimasto in ombra rispetto a quello giocato dal più celebre Zola, è infatti uno degli aspetti meno noti della vicenda e già in questo libro viene opportunamente riconsiderato.

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