I ragazzi di via Buonarroti 29

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lunedì 9 aprile 2012

Massimo (Max) Salvadori: Resistenza ed azione. L'arrivo a Roma delle truppe Alleate. La liberazione di Roma.

Copertina della prima edizione Laterza del 1951

Massimo Salvadori
Resistenza ed azione


Questo è il secondo libro sulla Resistenza che segnalo all'attenzione dei lettori e degli editori per una nuova edizione. Libro autobiografico ma ricco di informazioni storiche scritto da un protagonista della Resistenza. Nel passo antologico selezionato riporto le impressioni di Massimo Salvadori sulla liberazione di Roma.

«Roma, 5 giugno. Ci siamo! Sembra un sogno. Iersera alle undici abbiamo ricevuto l’ordine di partire. Procedevamo lentamente. La colonna era stata divisa in tre gruppi. Come pratico di Roma guidavo il primo. Non c’era altro rumore che quello dei motori. Nessuno più sparava. Di notte i Castelli sembravano paesi di un mondo irreale, rifugi di spettri. Le strade erano coperte di macerie. Attraverso le finestre spalancate, le porte divelte dalle esplosioni s’indovinava il vuoto che le facciate rimaste in piedi cercavano di nascondere. Prima Genzano, poi un lungo giro intorno alla valle di Ariccia, poi si saliva di nuovo verso Albano. Ricordavo Peppino, Giulio, Andrea, Arisitide, gli altri amici con i quali venivo quassù per incontrare i compagni di Giustizia e Libertà. Erano stati i paesi del vino e del lavoro: ora sono dei cimiteri. Poi giù per la via Appia: Ciampino, le Capannelle. All’improvviso Porta San Giovanni, con le mura, la piazza, la basilica. Ho respirato di sollievo osservando che non si vedevano le macerie che avevo incontrato a Catania, a Salerno, a Napoli. Non c’era nessuno per strada. Poco prima di arrivare alla stazione un caro armato ci ha tagliato la strada: americano. Dovevo raggiungere Piazza Verbano. Anche lì non c’era anima viva. La colonna si è fermata; siamo scesi dalle macchine. Si apre una finestra...; due minuti dopo c’erano finestre aperte in ogni appartamento, i portoni si aprivano; luci dappertutto. Soldati e sottufficiali scomparivano nelle case. Perché trattenerli? Non c’era da combattere. Tanto valeva dimenticare tutto per alcune ore.

Alle cinque comunicavo al comando che tutto era in ordine. Mi mettevo alla ricerca di mia sorella e del marito. Non sapevo dove trovarli. Sono andato da D... B... in Via Due Macelli; ho trovato da lui Sergio che non mi ha riconosciuto. Sono passati dodici anni da quando ci eravamo incontrati l’ultima volta. L’arrivo degli Alleati ha preso di sorpresa i dirigenti del CLN; è mancato loro il tempo per impadronirsi del Campidoglio, del Quirinale, di Palazzo Venezia. A questo hanno contribuito anche i dissensi tra coloro che credevano di essere stati investiti dagli Alleati del governo della città durante il periodo interinale e che avevano scambiato per cose serie le affermazioni irresponsabili di alcuni subalterni.
Ho ritrovato Renato che per otto mesi è stato organizzatore di GAP; ho rivisto amici del periodo clandestino, altri che avevo conosciuto a Ponza. Non sono tutti qui: il buon C... è morto mentre manteneva i collegamenti tra il CLN romano e i Castelli; M..., che era stato con me a Ponza e P..., che avevo visto partire da Algeri sono stati fucilati alle Fosse Ardeatine.
Roma, 10 giugno. Vent’anni da quando è stato ucciso Matteotti. Sette anni da quando sono stati uccisi i fratelli Rosselli. Quattro anni di guerra per l’Italia... Roma è ancora in festa. Forse perché è giugno, forse perché sembra che le cose vadano bene, c’è grande ottimismo. Tutti predicano la fine della guerra per quest’autunno. Come ad Anzio, così in Normandia i Tedeschi non hanno abbastanza forza per ributtare gli Alleati nel mare».
Massimo Salvadori, Residtenza ed azione, Bari, Laterzia, 1951, pp. 249-251.

Massimo Salvadori Paleotti, noto anche come Max William Salvadori Paleotti o, più brevemente, Max Salvadori (Londra 1908 –  Northampton1992), scrittore e storico italiano.
Nato in Inghilterra da genitori italiani, era ancora studente di quinta ginnasiale a Firenze allorché subì, era il 24 maggio 1923, la prima aggressione da condiscepoli fascisti. L'anno successivo, quando il padre Guglielmo fu selvaggiamente attaccato, davanti alla sede del fascio, da una trentina di energumeni fascisti che volevano eliminarlo, riuscì a salvargli la vita, pur rimanendo lui stesso ferito.
Esule, col padre, in Svizzera dal 1924 al 1929, Max si laureò a Ginevra in Scienze economiche e sociali. Subito dopo la laurea il giovane aderisce a "Giustizia e Libertà" e torna in Italia per organizzarvi la propaganda antifascista. Nel 1932 è arrestato con una quarantina di giellisti. Fa atto di sottomissione al regime, ma non compromette nessuno dei suoi compagni ed è avviato, con loro, per cinque anni al confino a Ponza. Prosciolto, con gli altri, nel 1933, espatria clandestinamente e riprende i contatti con "GL". Nel 1937 è a New York, attivo nella "Mazzini Society", quando apprende dell'assassinio dei fratelli Rosselli. Salvadori mette a punto un piano per vendicarli, ma non riuscirà a realizzarlo.
Durante la Seconda guerra mondiale eccolo volontario nell'Esercito britannico. Giunto in Sicilia con l'VIII Armata, Salvadori prende parte agli sbarchi di Salerno e di Anzio e il 1° dicembre del 1943 è ferito. Nell'ottobre del 1944, promosso tenente colonnello, è nominato ufficiale di collegamento tra il Comando del 15° Gruppo di armate alleate e il Comando militare del CLN per l'Alta Italia. Paracadutato nelle Langhe, raggiunge Milano dove rimane sino all'insurrezione ed è al fianco di Pertini durante il comizio del futuro Presidente della Repubblica in piazza del Duomo.
Decorato con la "Military Cross" e con il "Distinguished Order" per i servizi resi durante la Resistenza, Max Salvadori, nel 1946, torna negli Stati Uniti dove riprende l'insegnamento della Storia allo "Smith College" di Northampton. Sulla lotta partigiana ha lasciato numerosi libri: Resistenza ed azione (del 1951), Storia della Resistenza italiana (1955), La Resistenza nell'Anconetano e nel Piceno (1962), Breve storia della Resistenza Italiana (1974). Fondamentali, per conoscere il suo pensiero di autentico liberale, i tre volumi L'eresia liberale (1979-1984).

Edizioni del libro: Bari, Laterza 1951; Foggia, Bastogi 1990.

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